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"Dacci oggi la nostra incazzatura quotidiana"
 
 

POLITICA
20 febbraio 2010
La svolta

Questo mese passato senza aggiornare il blog è stato decisamente molto proficuo. Il motivo principale del mio silenzio è stata la disillusione che – a partire dalla lettera di Napolitano alla moglie di Bettino Craxi – è man mano aumentata in seguito a svariate notizie che mi avevano fatto perdere ogni minima speranza per questo sciagurato Paese. Le metto in ordine cronologico:

1) Assenza di reazioni ai vari piani della mafia per far fuori i magistrati siciliani, denunciati in tv solo ad Annozero.
2) Approvazione del processo breve al Senato.
3) Sexgate di Delbono a Bologna, costretto alle dimissioni in seguito a (ritardate) pressioni del Pd.
4) Ennesimo attacco di Berlusconi ai magistrati che stanno indagando su di lui e ai giudici che devono giudicarlo, veri e propri «plotoni d’esecuzione» che dal 1994 nonostante le continue occasioni non sono mai riusciti a mandarlo in cella nemmeno una volta, avendogli concesso svariate volte le attenuanti generiche e quindi la prescrizione.
5) Cuffaro condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra – questa volta senza i cannoli d’ordinanza – rimane uno dei 3 senatori dell’Udc come se nulla fosse.
6) D’Alema cerca di distruggere il Pd con le primarie pugliesi, assiste alla vittoria del nemico Vendola, non pensa minimamente di fare un passo indietro e, anzi, si fa eleggere presidente del Copasir all’unanimità.
7) La candidata Pdl nel Lazio, Renata Polverini, ammette di aver forse evaso le tasse su una casa ma querela lo stesso il Fatto quotidiano, reo di aver dato la notizia, e nessuno dice niente. Anzi, la chiesa interviene per scomunicare la corsa alla Regione della sua avversaria, Emma Bonino.
8) La richiesta d’arresto per Nicola Cosentino, sottosegretario all’economia, viene confermata in Cassazione.
9) Berlusconi se ne esce col semplice slogan “immigrazione = criminalità” («La diminuzione degli extracomunitari significa anche meno forze che vanno ad ingrossare le schiere delle organizzazioni criminali»), mettendo sullo stesso piano l’immigrazione clandestina con quella regolare nonostante la delicatezza del tema.
10) Per parlare della crisi bisogna aspettare Annozero, Tetris e Ballarò, subito attaccati dai peones berlusconiani – come ad esempio La Russa – per aver svelato come in Italia non son tutte rose e fiori.
11) Ciancimino in tribunale come testimone parla di cose già note a chi è informato ma che per i politici e il regime mediatico devono essere bollate come novità del tutto calunniose, cioè «minchiate». Peccato che dei rapporti di Berlusconi e Dell’Utri con la mafia parli già la sentenza di primo grado del braccio destro del premier.
12) Approvazione alla Camera del legittimo impedimento.
13) Deviazione continua dell’informazione, spietata solo con chi al momento ricopre il ruolo di oppositore, come Di Pietro, crocefisso per una foto del 1992 ed elogiato dopo la svolta moderata dell’Idv al congresso.
14) Nuova mannaia sull’istruzione pubblica con i tagli delle materie scolastiche approntati dalla Gelmini.
15) Dell’Utri al Fatto quotidiano confessa: «Io sono un politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel 1994 si fondò Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo interesse a fare il deputato. […] Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo è arrivato il mandato d’arresto».
 
A questa serie ininterrotta di mazzate psicologiche succedutesi fino al 10 febbraio scorso si è poi aggiunta la scoperta di non poter contare a livello politico proprio su nessuno: la retromarcia di Di Pietro su De Luca per la candidatura a presidente della Campania (approvata nonostante due rinvii a giudizio e una condanna in primo grado del sindaco di Salerno) ha infatti evidenziato come anche l’Italia dei Valori sia coinvolta – seppur in misura minore rispetto a tutti gli altri partiti – nel teatrino della politica e nei giochi di potere.
 
Senza alcuna fiducia nelle istituzioni e senza nessun rappresentante, la disillusione aveva raggiunto l’apogeo. Eppure questi ultimi 10 giorni hanno riacceso una speranza: l’arresto del consigliere milanese Pennisi, l’allarme della Corte dei Conti sull’aumento della corruzione (le denunce sono aumentate in un anno del 229%) e l’indagine sulla gestione della protezione civile e quindi delle emergenze italiane sono dei sintomi inequivocabili. Per usare le parole pronunciate ad Annozero nella penultima puntata da Paolo Mieli – non certo un rivoluzionario armato di molotov –, «si respira un’aria di quelle che si respiravano alla fine degli anni ’80-inizio anni ‘90: qui sta per saltare il coperchio sulla pentola».
 
Siccome è da anni che spero nel rovesciamento di questa Italia affetta dal berlusconismo – ovvero non solo da Berlusconi ma da tutto ciò che ne consegue: nani e ballerine in politica, finte opposizioni, informazione drogata, disprezzo dell’onestà e via discorrendo –, è allora il caso di riprendere il lavoro che avevo iniziato con questo blog: è tornata l’ora di denunciare le magagne che quotidianamente avvengono nel Belpaese ma che incredibilmente scivolano via come se nulla fosse (ve li ricordate i fatti di Rosarno?), di accusare chi va accusato, di raccontare quello che sta accadendo e di svelare alcune delle falsità che ci vengono propinate ogni giorno.
 
Per restare ai fatti del giorno chiudendo l’articolo con il commento a qualche notizia, è tornata l’ora di denunciare la bufala del ddl anticorruzione pensato dall’imputato per corruzione in atti giudiziari e le liste pulite annunciate dal plurimputato pluriprescritto, in entrambi i casi Silvio Berlusconi. Insomma, è tornata l’ora di scendere nella merda che sommerge questo Paese per contribuire, nel mio piccolo, a far «saltare il coperchio sulla pentola».
 
Alessandro Bampa

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POLITICA
17 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (17/01/10)

«Spiace constatare che, sulla questione dei vuoti negli organici della magistratura opportunamente affrontata dal ministro Alfano e dal Governo, Pierluigi Bersani si affidi ai volantini dell’Anm e alla propaganda di qualche suo collaboratore malaccorto, e incorra in errori clamorosi, ai limiti della figuraccia. Primo: la norma che impedisce agli uditori giudiziari di svolgere funzioni requirenti e monocratiche è un lascito del centrosinistra al centrodestra. Secondo: il Governo Berlusconi ha disposto incentivi per incoraggiare i magistrati a non lasciare sguarnite quelle che impropriamente si definiscono sedi disagiate, ma - ciononostante - i signori magistrati non hanno voluto 'scomodarsi'. Terzo: proprio dinanzi all’insensibilità di qualche magistrato, magari pronto a tenere comizi in tv ma non disponibile a rafforzare le sedi che avrebbero maggiore bisogno di esperienza, il Governo ha opportunamente disposto il meccanismo del trasferimento d’ufficio, peraltro per un tempo limitato e ragionevole. Dinanzi a questo, anziché riconoscere la serietà e la moderazione delle scelte del ministro Alfano e del Governo, Bersani si è lasciato schiacciare a difesa delle rendite corporative e delle consuete chiusure di casta da parte dell’ala più politicizzata della magistratura. Un brutto errore e un’ennesima occasione persa dal Pd».

«Con grande rispetto per lui e per il suo partito, ma anche con doverosa chiarezza per tutti gli elettori, va detto all’onorevole Casini che commetterebbe un drammatico errore se pensasse di essere in un futuro più o meno prossimo, il “nuovo Prodi”, cioè l’ombrello e il terminale di una coalizione dall’estrema sinistra a Di Pietro, costruita solo in funzione anti-Berlusconi. Sarebbe un grave errore se un simile pasticcio politico fosse sperimentato alle elezioni regionali per poi essere riproposto su scala nazionale. E c’è davvero da augurarsi (e da augurargli) che un politico accorto come il leader dell’Udc non si imbarchi in una simile avventura. E un altro errore sarebbe quello di continuare a citare Craxi impropriamente. Craxi era un grande leader chiaro e coraggioso, e usò la sua autonomia per modernizzare il Paese: sarebbe completamente diverso se qualcuno provasse a usare la propria autonomia in senso anti-modernizzatore, cioè per riportare all’indietro le lancette della politica italiana, e riproporre maggioranze politiche costruite dopo il voto e alle spalle degli elettori. Ci auguriamo che in queste ore e giorni l’Udc rifletta con profondità e serenità, e che uno sguardo strategico al futuro prevalga su furbizie e tatticismi elettorali esasperati».



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POLITICA
16 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (16/01/10)

«Dall’Udc e dall’onorevole Casini si ripropone purtroppo la vecchia politica delle furbizie, dei tatticismi, delle maggioranze costruite senza o contro la volontà degli elettori. Ma gli italiani non vogliono tornare indietro. La migliore acquisizione di questi ultimi 15 anni è proprio un netto bipolarismo, con la scelta dei governi nazionali e locali affidata agli elettori, e non ai giochi dei partiti. E gli elettori puniranno gli eccessi di furbizia e di ambiguità».

«Le iniziative minacciate dall’ala più sindacalizzata e politicizzata della magistratura appaiono ormai ai limiti della sovversione. In qualunque altro Paese occidentale, sarebbe impensabile un’azione della magistratura volta a contrastare leggi e provvedimenti legittimamente assunti dagli organi votati democraticamente dagli elettori. I magistrati non fanno le leggi, ma le applicano. Se vogliono fare politica, devono dimettersi e chiedere i voti degli elettori. La difesa corporativa, e anche la difesa di qualche comodità, stanno spingendo i magistrati alle soglie di limiti davvero gravi. Che dicono gli uomini e le donne della sinistra? Tutti muti? Tutti vittime di amnesie rispetto alla separazione dei poteri e al rispetto delle leggi scritte?».



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POLITICA
15 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (15/01/10)

«La maggioranza ha teso e tenderà la mano alla minoranza sulle riforme. Ma ora sta all’opposizione essere coraggiosa e dare seguito al monito del Capo dello Stato: il Pd non può illudersi di avere un diritto di veto (che non ha e non avrà), ma deve mettere gli estremisti dell’Idv in condizione di non nuocere politicamente, e deve prepararsi a collaborare al percorso riformatore».




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POLITICA
14 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (14/01/10)

«L’aggressione contro Minzolini è ormai un’abitudine, una specie di fallo sistematico da parte dell’Idv e della sinistra. Ma sbagliano i loro conti, perché Minzolini è un uomo libero e non si farà intimidire da quattro chiassate. I militi e i miliziani dipietristi farebbero meglio a ricordare che ora il Tg1 è al servizio degli utenti, non dell’Idv».

«I fatti di oggi e l’iniziativa del Csm sulle parole di Berlusconi rappresentano l’ennesima conferma di una tendenza grave e pericolosa: l’autotrasformazione del Csm in organo politico, quasi a terza Camera, cosa impropria e estranea al disegno costituzionale. Forse qualche membro del Csm pensa di stare al di sopra di eletti ed elettori?».



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POLITICA
13 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (13/01/10)

«Sbagliare è umano, ma perseverare è degno del Pd. Per l’ennesima volta, anche con la segreteria Bersani, sembra ripetersi lo schema praticato dai suoi predecessori: rifiuto del dialogo, chiasso inutile contro ogni riforma della giustizia, e, alla fine della fiera, lavoro da gregari a beneficio di Di Pietro, a cui il Pd non smette di tirare la volata. Contenti loro...».

«Veramente paradossale la reazione di Pierluigi Bersani e dell’opposizione alle parole di Silvio Berlusconi in materia fiscale. A sinistra sono tassatori e smemorati: sembra infatti che abbiano dimenticato la stagione di Prodi e Visco, quando la sinistra aumentò a tutti la pressione fiscale nonostante un buon momento dell’economia mondiale. Ma gli italiani non hanno certo nostalgia di quella fase politica. Berlusconi, invece, ha dato prova di responsabilità, perché ha sottratto il tema fiscale a qualunque demagogia elettorale o pre-elettorale».



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POLITICA
12 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (12/01/10)

«Per l’ennesima volta, l’Anm si comporta come una curva faziosa e politicizzata, pregiudizialmente ostile al Governo e alla maggioranza. E per l’ennesima volta purtroppo, da Pierluigi Bersani viene una prova di debolezza, che lo rende succube della parte più scatenata della magistratura così come, su un altro piano, dell'opposizione dipietrista. Un’altra occasione persa dall’opposizione per darsi un profilo diverso e riformista».




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POLITICA
11 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (11/01/10)

«C’è da augurarsi che, diversamente da quanto appare da queste sue prime dichiarazioni, Pier Luigi Bersani non voglia essere conservatore e rimanere prigioniero di un riflesso negativo e immobilista rispetto al percorso riformatore indicato da Silvio Berlusconi. A Bersani non può sfuggire che le riforme sono un’occasione anche per lui, per traghettare il suo partito in un tempo nuovo, per mettere in archivio la sinistra più vecchia e perdente dell’Occidente e costruire una sinistra nuova, liberale e riformatrice. Dalla giustizia al fisco, dalle istituzioni agli altri capitoli del cammino riformatore, il segretario del Pd deve vedere occasioni e non insidie davanti a sé. Se saprà farlo, avrà un merito a sua volta storico. Altrimenti, condividerà la sorte non brillante dei suoi predecessori».




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POLITICA
10 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano

«Quando giungerà a compimento, la riforma fiscale delineata dal presidente Berlusconi rappresenterà un evento storico per le famiglie e le imprese e segnerà un nuovo rapporto, più limpido, meno vessatorio, tra stato e cittadino. Due aliquote, grande semplificazione, riduzione del carico fiscale e del peso dello stato nelle tasche e nella vita dei cittadini: insieme alla riforma liberale della giustizia e ad un cambiamento istituzionale che rafforzi il ruolo del governo la riforma fiscale sarà un fatto epocale. Le opposizioni farebbero bene a convergere e a prendere atto di quanto una simile trasformazione incontrerà il favore dei cittadini».




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POLITICA
8 gennaio 2010
Il Capezzone quotidiano (08/01/10)

«Il Governo Berlusconi, con il pieno consenso di un’amplissima maggioranza di elettori (inclusi quelli di sinistra), fa sull’immigrazione esattamente quello che fanno tutti i Paesi dell’Occidente avanzato, inclusi quelli governati dalla sinistra, inclusa la Spagna di Zapatero: accoglienza per gli immigrati regolari, contrasto netto del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Perciò, le polemiche della sinistra sono surreali e ipocrite: facciano una telefonata a Zapatero, e scopriranno che a Madrid si segue la stessa linea del Governo italiano. Poi, se ai dirigenti del Pd italiano resta tempo si chiedano come mai il centrosinistra continua a perdere voti nel nostro Paese...».


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